Al casinò con Mussolini

Gioco d’azzardo, massoneria ed esoterismo intorno all’ombra di Matteotti

Riccardo Mandelli

Collana I Leoni

  • Pubblicazione: 1 maggio 2012
  • Pagine: 392
  • Illustrazioni: 1/16 b/n
  • Formato: 14x21
  • ISBN: 9788871809892
VERSIONE CARTACEA
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Il libro

Al casinò con Mussolini è il punto di arrivo di una vasta e avvincente ricerca sull’industria dell’azzardo e sugli ambienti finanziari, politici e culturali da cui questa traeva linfa nei primi decenni del secolo scorso.
La documentazione restituita dagli archivi fornisce risultati sorprendenti, talvolta sconcertanti. Scelto un osservatorio privilegiato come Sanremo, la traccia si lascia seguire negli intrighi spionistici della prima guerra mondiale, nell’oscura gestazione del fascismo e nell’ambiguo atteggiamento del regime verso le forze che controllavano su scala internazionale il business della roulette.
Prima di essere rapito e ucciso, Giacomo Matteotti stava indagando sugli ultimi decreti legge emanati da Mussolini, che riguardavano le concessioni petrolifere e la liberalizzazione del gioco d’azzardo. E intorno agli affari legati ai due decreti ruotarono le ipotesi subito avanzate dai giornali per spiegare la sua scomparsa; solo più tardi prese piede la versione che fosse stato assassinato a causa della coraggiosa denuncia di brogli e violenze elettorali fasciste. Il libro ricostruisce in modo innovativo lo sfondo del delitto che ha consegnato il paese a venti anni di dittatura e che rappresenta quasi l’archetipo di tutti i misteri irrisolti della sua storia.
La morte di Matteotti è però solo la più tragicamente famosa tra quante costellano un lungo cammino in cui si affiancano progetti politici, finanziari ed esoterici, senza che spesso sia possibile decifrare l’ordine di precedenza. Sotto la superficie corre una trama insanguinata che coinvolge personaggi di primo piano del regime, settori della massoneria e anche ambienti in apparenza insospettabili. Nomi come quelli del banchiere Toeplitz, degli industriali Volpi e Borletti, di Mussolini, D’Annunzio, del «presidente della vittoria» Orlando e molti altri, più o meno noti, sembrano uniti da un filo che si prolunga oltre il Ventennio e ci porta a gettare uno sguardo sulla natura del potere che ci circonda.

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